Cantata à voce sola Del Sig.r Baron d’Astorga
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Clori vorrei narrarti
Quel, che so, che ben sai e scaltra fingi.
Vorrei dir che tu stringi
L’alma tra lacci, e che tu sola sei
Del mio lungo penar bella cagione.
Ma perché temo, oh Dio?
Con silenzio loquace,
Sfogo piangendo, e parla il cor che tace.
Negl’occhi ho la favella,
E non intendi, o bella
La pena del mio cor.
Pensa, e saprai qual sia
L’acerba pena mia,
Che mi tormenta ogn’or.
Ma, che mi vale ahi lasso,
Mandar dal cupo seno
Mille ardenti sospiri,
Sgorgar dagl’occhi un lagrimoso fiume
Se la mia bella Clori,
Non l’accoglie nel seno,
Ah Cupido crudele,
Perché ferirmi il cor col dardo d’oro
Se non accendi l’alma
Dell’idolo crudel, per cui mi moro.
Saetta pur saetta
La bella che m’alletta
Pietoso Dio d’amor.
Ferisci, accendi, impiaga.
Il sen della mia vaga,
O sana la ferita,
Ch’apristi nel mio cor.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore