7.a Cantata a Voce Sola Del Sig.r Nicola Porpora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
O pastori io v’aviso,
Se incontraste giamai per la selvetta
Picciola pastorella
Biondo il crin, smorta i labri e mesta il viso,
Di membra agili e pronte,
D’atti languidi e schivi,
Con grosse ciglia ed occhi azzurri in fronte,
Fuggite ah sì fuggite
Quei suoi sguardi furtivi
E quelle sue semplicità mentite
Innocente vi par ma pur niun’altra
È al par di lei, cruda sagace e scaltra.
Non gli scherzate intorno
Che v’innamorerà
E a chiederle pietà
Del foco che v’accende
Dirà che non v’intende
E che d’amor non sa.
Al vederla sovente
Non curante e negletta
Abbassar gl’occhi in sua maniera onesta,
O pur vergognosetta
Piegar sul collo la leggiadra testa
E con guisa innocente,
Sempre pargoleggiar quando favella,
Ogn’un diria che semplice donzella,
Semplice è ben, ch’il crede,
Al or ch’ella si vede
Sprezzante più di far preda e vaga
E per ogni suo vezzo apre una piaga.
Non parte un guardo mai
Da quei vezzosi rai
Che non impiaghi un cor.
El cor che vien colpito
Si sente già ferito
E non lo crede ancor.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore