S:re Giovannino dal Violone

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
7550
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Orfeo

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 181-196
Presentazione
Partitura

Filigrana

Quadrupede inscritto in un cerchio (Rilevata alle P. 183-190)

Relazioni

Fa parte di

Note

Copista B. L’appellativo è ricavato da altra fonte. Nel manoscritto le sezioni 3.2, 5.2 e 8.2 sono indicate come .

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
[O]ve per gl'antri infausti
2.1: (aria cavata, si minore, 3/2)
Hebber tregua i tormenti, e così disse:
3.1: (aria strofica, si minore, c)
«Ombre care ignote al giorno
3.2: (aria strofica, si minore, c)
Caro a voi dannate pene
4.1: (recitativo, c)
Colà dove ridente
5.1: Aria (aria strofica, si minore, c)
Col pianto mi vanto
5.2: (aria, si minore, c)
Languire morire
6.1: (recitativo, c)
Non è nel crudo Averno
7.1: (aria cavata, La maggiore, 3/4)
Quant'è più chiuso Amor tanto più noce
8.1: (aria strofica, Mi maggiore, 3/4)
In amor doglia penosa
8.2: (aria strofica, Mi maggiore, 3/4)
Se mi crescono i tormenti
9.1: (recitativo, c)
Così disse e dal fondo
10.1: (aria cavata, si minore, 3/4)
S'ha pietà d'un amante anche l'inferno?

Trascrizione del testo poetico

[O]ve per gl’antri infausti
Del Tanaro infelice
Si varca a la maggion dell’ombre accese
Della morta Euridice
Le Furie a intenerir Orfeo discese
Su l’ebano sonoro
Che dié mente alle fiere,
E vita a i scogli tese le fila d’oro
Sciolse l’ali così de’ suoi cordogli.
Tacque Cocito, e mentre con musica
Pietà l’alma trafisse
Hebber tregua i tormenti, e così disse:

«Ombre care ignote al giorno
Vago horror di stigio re
Pria che io faccia al ciel ritorno
Il mio ben rendete a me.

Caro a voi dannate pene
Per conforto al mio languir
O rendetemi il mio bene
O lasciatemi morir.

Colà dove ridente
L’alba i prati indorò con le sue brine
La mia donna innocente
Innestava coi fior l’oro del crine
Angue ascoso l’uccise
E la mia speme e ‘l viver mio divise.

Col pianto mi vanto
Placar l’empietà.
Non sento il tormento
Ch’amore l’ardore
D’inferno più eterno
Nel core mi dà.
Col pianto mi vanto
Placar l’empietà.

Languire morire
Sol bramo in amor.
La gioia m’è noia
Tormento il contento
E morte la sorte
Mi niega il dolor.
Languire morire
Sol bramo in amor.

Non è nel crudo Averno
Fiamma ch’eguagli un amoroso foco
E so ben che l’inferno ancor è poco
Non di Sisifo più la pena atroce.

Quant’è più chiuso Amor tanto più noce.

In amor doglia penosa
E languir senza pietà
Vive un’alma amorosa
In eterna crudeltà.

Se mi crescono i tormenti
Corro lieto a lagrimar
Pur ch’un giorno amor consenta
Ch’io non ceda a lo sperar».

Così disse e dal fondo
Dell’Erebo dolente
Sorse l’anima bella e uscì nel mondo
Donna tu che d’amor sprezzi l’impero
Perché gioisci al mio dolore eterno.

S’ha pietà d’un amante anche l’inferno?

Collocazione

Biblioteca
I-PEu — Perugia, Università degli Studi di Perugia, Biblioteca "Fondo Antico Sala del Dottorato" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Cass. 23/16

Immagini

Repertori bibliografici

Brumana 2005: p. 179
Brumana 2007: p. 77
Pelliccia 2012: p. 133 n. 15

Bibliografia

Sciommeri 2022: pp. 87-110
Brumana 2007: p. 15, 57-60, 62-64, 73, 77, 80, 95-96, 101-118
Brumana 2005: p. 161-163, 166-168, 176, 179, 195-196, 200-208
Brumana-Iovino 2009: p. V, IX-X, XIV-XVI, XIX, 15-24

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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