Non fur già mai vedute
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
In alto a p. 153 leggibile con un po’ di stento il nome "Mancini" (vedi immagine).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non fur già mai vedute
Luci così leggiadre al mondo ancora
Che come neve al sole
Struggono il core ogn’ora.
Son due stelle animate
Che influiscono all’alma
Gioir estremo e singolar contento,
Che sgombrano il tormento
E invece dei suoi strali arciero Amore
Le vuol ministre a saettarmi il core.
Adorate pupillette
Che vezzose amorosette
Ravvivate questo cor,
Siete care siete belle
Di quel ciel serene stelle
Dove alberga il dio d’Amor.
Siete care siete belle
Di quel cor serene stelle
Dove alberga il dio d’Amor.
Ogn’or che vi rimiro io più m’accendo
E la fiam[m]a che t’arde
E che m’avvampa il petto
Opra d’un vostro sguardo esser comprendo.
Tanto ardore e tanto foco
Come oh Dio soffrir potrò?
S’io mi struggo a poco a poco
Cari sguardi io morirò.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore