D’un erma spiaggia in solitario lido
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
D’un erma spiaggia in solitario lido
Fuggendo dalle genti
D’amor non già che di venirmi al fianco
Non mai si vide stanco
Tra dolente e pensoso un dì m’assido.
E mentre al mar ai venti
Rassegno le mie pene ad una ad una
M’apparve la Fortuna.
S’en gia per l’onde errante
La bella navigante
Una pianta sospesa e l’altra immota
Tenea sovra la ruota
Che del bel peso insuperbita e carca
Servia d’audace barca
Le trecce all’aura sparse
Eran l’aurata vela e l’auree sarte.
Per me rivolta la volubil dea
Frenò al suo sen il corso e sciolta intanto
Sonora voce al canto
In dolce melodia così dicea.
Malaccorto chi non sa
Che quant’è sotto la luna
Tutt’è fortuna.
Se di Marte il campo fiero
Di seguir t’infiamma il petto
E di gloria hai sol diletto
Del trionfo al carro altiero
La mia ruota in giro va
Malaccorto chi non sa
Che quant’è sotto la luna
Tutt’è fortuna.
Se d’amor per l’ampio mare
Di varcar prendi consiglio
E portar sereno il ciglio
Ben spalmato al navigare
La mia onta il legno dà
Malaccorto chi non sa
Che quant’è sotto la luna
Tutt’è fortuna.
All’amante dubbioso
Sull’arenoso lido
Col suo cantar infido
Allor disse così
La fortuna e poi sparì.
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Musica manoscritta
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