Naufraggio vicino Cantata a voce sola con violini Di Giuseppe S.t Martini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Freme l’onda, e fischia il vento,
Tuona il cielo, il sol non luce,
Ed il porto è lungi ancor.
Già il mio legno infranger sento,
E il nocchier che lo conduce,
Già si perde nel timor.
Non v’è scampo. Lo veggo,
Io son perduto, ed il naufragio è certo.
Sordo il ciel più non ode
Pianti, e preghiere; anzi crudel rinforza
Più sempre il vento; e in tenebre sepolto
Sol con orridi lampi,
Apre in ampio teatro agli occhi miei
Varie morti, e perigli.
Sarte, e vele disperse, ancore sciolte,
Arbori rotti, infranti remi; oh Dio,
Più il timon non mi regge,
Ma sol d’intorno io semivivo ascolto
Un confuso rumor d’onde, e di venti,
E lor terribil giostra,
che vicino morir l’imagin mostra.
Mio legno naufrago
Ti veggo frangere
Né so che piangere
Il tuo destin.
Che un di può credere
Al mare instabile,
Inevitabile
Il suo naufragio
S’aspetti alfin.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore