S.r Carlo del Violino Veggio già scorso il giorno
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Veggio già scorso il giorno
Misero et è pur vero
Prescritto il suo ritorno
Idolo del pensiero
Spe del mesto core
Lilla di questo sen gradita Amante.
O mio vano desire
Dunque potrò dolente
Sostentarmi nel duolo
Nutrirmi ne le pene e non morire
E pur la fiamma ardente
Che mi divora il petto è sì vivace
Che giunte esser alfine
Dovrian del viver mio le mie ruine.
Ecco ch’a te divote
Queste lagrime invio
Questi sospiri messi
Dal grave affanno acciò ti sia pur noto
Di mio cocente ardor la fè costante
E del tuo finto amor l’atroce inganno.
Se sdegno esser Amante
Del mio leale affetto
Hai di macigno il cor l’anima e il petto.
Che si deve a quel core
Ch’ama l’altrui beltà mercè d’Amore.
Odi le mie querele odi ‘l mio pianto
E se lungi da me vivi in contenti
Ascolta per pietade i miei lamenti.
Troppo lasso m’aggrava
Sì dura lontananza
Torna torna ben mio sola speranza
di questo afflitto seno
Torna deh torna homai
De miei torbidi giorni a far sereno
L’oscurato sembiante
Rivolgi a me le piante
Torna lucido sole
Di questi afflitti lumi
A consolar colui che tu consumi.
Torna che già t’aspetta
Ansioso il desio
Torna torna ben mio.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore