Addio Clori mio ben, addio mia vita Ludovico Vatio
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
L’inizio della cantata è caratterizzato da un letterone decorato; è presente sia una cartulazione (37-40) sia una paginazione (75-[82]); pagina 82 è priva di notazione; la datazione del manoscritto è suggerita da Wotquenne (cfr. Repertori bibliografici); la provenienza veneziana del manoscritto è desunta dalla presenza della filigrana con tre lune crescenti.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Addio Clori mio ben, addio mia vita.
Sotto Cielo straniero
Mi sforza ingrata sorte
Portar il piè.
Malignità degl’Astri
A te mi fura,
Meco sarà però quel strale,
Che dall’arco di un ciglio
Mi scagliò il Cieco Dio
Addio Clori mio ben, mia vita addio.
S’un crin l’incatenò
Partir non può, no, no, l’anima mia.
A te stella d’Amor
Si volgerà ‘l mio cor per simpatia.
S’un crin l’incatenò
Partir non può, no, no, l’anima mia.
S’un guardo mi piagò
Amar voglio, sì, sì, l’arco e l’arciero.
Da te dolce mio sol
Un dì fugato il duol veder io spero.
S’un guardo mi piagò
S’un crin l’incatenò...
Parto e fra mari ignoti
L’orgoglio sprezzerò d’ogni procella
S’a me Clori sarai l’Artica Stella;
Ma se partir pur deggio
Per pegno del tuo affetto a te richiede
Un bacio sol d’un amator la fede.
Entro il Pelago ondoso
Qual sarà la mia spem’ il mio conforto,
Mentre tu sei delle mie gioie il porto.
Da te un bacio
Per mercé
Sol brama il core.
Premio quello sarà
Della mia fedeltà
Tel chiede amore.
Da te un bacio
Per mercé
Sol brama il core.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore