Ove in campagna aprica Ludovico Vatio
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
L’inizio della cantata è caratterizzato da un letterone decorato; è presente sia una cartulazione (13-15) sia una paginazione (27-[32]); la datazione del manoscritto è suggerita da Wotquenne (cfr. Repertori bibliografici); la provenienza veneziana del manoscritto è desunta dalla presenza della filigrana con tre lune crescenti.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ove in campagna aprica
Tra verdeggianti sponde
Corre disciolto il fiume,
Ove tra fiori e fronde
L’aura in libero vol spiega le piume,
Io con diversa sorte
Di Clori al brio vivace
Perdei la libertà, perdei la pace.
La viddi e ignota forza
Tosto m’astrinse ad ammirarne il bello,
Indi, ma non so come,
Cesse in me lo stupore
E diventò la meraviglia amore.
Foste voi pupille nere
Belle arciere del mio cor,
Della fiamma c’ho nel petto,
Che tormenta e dà diletto
Non è mio, vostro è l’ardor.
Foste voi pupille nere...
Ma oh Dio vuol il destino,
Che sii sempr’infelice un che ben ama.
Nontio de miei pensieri
Un sospiro inviai, ma fu negletto,
Sciolsi la lingua ai preghi
Gli narrai le mie pene,
Giurai le mie catene,
Né han potuto giammai amor e fede
Trovar nel fiero sen pietà o mercede.
Se amar non sai da vero
Almen fingi d’amar,
Un guardo men severo
Benché sia lusinghiero
L’alma potrà bear.
Se amar non sai da vero
Almen fingi d’amar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore