Cantata | Del N: H: Sig:r Bened:o Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il titolo della cantata si desume dal primo verso poetico sotto il primo rigo pentagrammato. Sulla pagina (che è la 9 dell’intera fonte) è riportato, in alto a destra, «Del N: H: Sig:r Bened:o Marcello»; sul lato sinistro in alto della stessa pagina è scritto «Cantata». I numeri di pagina sono segnati in alto a destra (come nel precedente manoscritto 637/1) e limitatamante alle pagine dispari; non c’è numerazione nelle pagine pari.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Se la speranza, o Dio,
Non porgesse alimento a questo core,
Forza sarìa di ceder al mio fato,
Che a soffrir tante doglie
Non puote un solo petto esser capace.
Non so se sia lusinga del pensiero,
Idolo amato e caro,
Che va nutrendo il cor con la speranza
Di dar fine al rigor di lontananza.
Si si si pupille belle
Che il vostro lume amabile
Si caro, si adorabile,
Vicino adorerò.
Allor sarò beato
E del sofferto affanno
E del mio duol tiranno
Tutto mi scorderò.
Costanza dunque, o core,
Soffri ancor per momenti il reo cordoglio
Che tosto darai fine a tante pene.
Rischiara il tenebroso orror dell’alma,
Del presagito bene inebria i sensi,
Risolviti cor mio, che fai, che pensi?
Muor di desìo
Vicino al lido,
Nel mar infido
Cauto il nocchier.
Apprego il bene,
La speme è affanno,
Di se tiranno
Si fa il pensier?
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore