Teme d’aver poca fortuna nell’amar donna bella

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6795
Titolo alternativo
Teme d’aver poca fortuna nell’amar donna bella

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte seconda, p. 92-93

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il testo poetico è messo in musica in una cantata attribuita a Carlo Caproli (vedi Bibliografia).

Trascrizione del testo poetico

Par che il core me lo dica,
Che s’io servo donna bella,
Dimostrandosi rubella,
Spargo al vento ogni fatica.
Par che il cor me lo dica.

Ma sapete, che farò?
Finché fedel la veggio io l’amerò,
E con pensier costante
S’ella sarà pietosa, io farò amante;

Ma se poi con modo scaltro,
Per goder di mie querele,
Vorrà far de la crudele,
Non ne voglio saper’altro;
Ch’io soffrir ricuso ogni martire;
Amo sol per goder, non per soffrire;
E fu sempre ogni pena a me nemica.
Par che il cor me lo dica ecc.

L’inclemenza, la fierezza,
L’alterigia, e l’arroganza
Diede il ciel con strana usanza
Per compagne a la bellezza;
Quindi l’odio, e’ l rigor, vogliono i fati,
Che sien di donna bella i fidi Acati.

Donna ricca di beltà
Sempr’è povera di fè;
Dove il bello accolto sta
Cortesia giammai non è;
Sono le donne belle infide tutte;
Regna la fedeltà sol ne le brutte.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Segnatura
ARCA VII 24/160

Bibliografia

Affortunato 2011: p. 336, n. 89

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica

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