Begli occhi neri

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6722

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte seconda, p. 36

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il testo poetico è messo in musica in cantate adespote e attribuite a Mario Savioni, con il diverso incipit testuale "Occhi ardenti, pupille belle". Il testo di Savioni presenta una strofa in meno rispetto all’originale poetico edito, quello dell’aria adespota è identico. Un esemplare della cantata di Savioni è presente in Clori nella scheda n. 1913 a cura di Vera Alcalay, mentre la cantata adespota è nella scheda n. 4840 a cura di Teresa M. Gialdroni.

Trascrizione del testo poetico

Occhi amati, pupille belle,
Ch’ardete divis’in due poli,
Siete troppi per esser soli,
Siete pochi per esser stelle;

Ma se soli o stelle non siete
Che sarete?
Dell’esequie del mesto core,
Che si more,
Siete forse chiare facelle?
Occhi amati, pupille belle ecc.

Siete due Luciferetti,
Che recate agli amanti il dì;
Ma per esser neri così
Siete solo due demonietti,
Che mill’anime innamorate
Tormentate
Con le vostre accese fiammelle.

Occhi amati, pupille belle,
Che ardete divis’in due poli,
Siete troppi per esser soli,
Siete pochi per esser stelle.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Segnatura
ARCA VII 24/119

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica

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