Sgrida i suoi pensieri che gli perturbano il sonno

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Identificazione

ID scheda
6656
Titolo alternativo
Sgrida i suoi pensieri che gli perturbano il sonno

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, p. 141-142

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Quando mai finirà
Tanta importunità
Dite pensieri miei, ditemi, quando,
Voi, che dal ciglio mio,
Mentre dormir desio,
Date a un dolce riposo ingiusto bando?
Quando mai finirà, ditemi, quando?

Gli occhi gravidi di sonno
Or non ponno
Partorir sogni graditi,
Impediti
Dal vostro susurrar garrulo e infesto;
Sia, qual Sisifo, il cor, se il figlio è desto.
Con accenti sì noiosi
I riposi
A i miei lumi non togliete,
E chiudete
Il labro in favellar troppo fecondo;
È alimento del cor sonno giocondo.

Adorno il manto di stellati rai
Del tuo camino oscuro e tenebroso
A mezo giro amai
Giunta è la Dea dell’ombre ed io non poso;
Deh pensieri tacete,
Ne sia di voi chi d’involar presumi
Ai sonnacchiosi lumi
La bramata quiete;
Che se un momento sol dormir poss’io
Offro a lunghe vigilie il ciglio mio.
Perché le luci al sonno alquanto io chiuda
Cessate (oh Dio) di rammentare al core
La memoria d’amore infausta e cruda,
Che mi affligge cotanto;
O chiudo gli occhi al sonno o gli apro al pianto;
E se chiuderl’al sonno io non ho sorte,
Per sempre chiuderò le luci a morte.

Ma invano ai pensieri
Ad esser men fieri
Le suppliche io porgo,
Che ognoro più noiosi
Non voglion, ch’io posi:
E bene mi accorgo,
Che chi ha pensieri assai, con strane forme
Pena ognor, vegghia sempre e mai non dorme.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Segnatura
ARCA VII 24/65

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica