Parla alle medesime catene e a due begli occhi crudeli
Pubblicato
Identificazione
ID scheda
6634
Titolo dell'opera
Titolo alternativo
Parla alle medesime catene e a due begli occhi crudeli
Descrizione
Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, p. 116
Filigrana
Non rilevata
Relazioni
Fa parte di
La musa seria
/ Monesio, Pietro Giovanni
(n. 6508)
Trascrizione del testo poetico
Prego ognor le mie catene,
Che men crude il cor tormentino,
Che si spezzino o s’allentino
Per pietà de le mie pene;
Ma sapete (oh Dio) che fanno?
Più le prego, più s’indurano,
E non curano il mio affanno.
Ahi brame troppe ingrate,
Di catene ostinate;
A quel copioso umore, in cui mi sfaccio,
Si spezza un marmo, e non si rompe un laccio.
Dico sempre a duo begl’occhi,
Che il mio cor più non deludano,
Che mi guardino o si chiudano
Perche à pianger non mi tocchi.
Ma sapete (oh Dio) che fanno?
Per ferir solo mi mirano,
E s’adirano a mio danno.
Ahi brame troppo altere
Di pupille severe;
Chieggio a un bel ciglio per pietade un guardo,
E un fulmine mi aumenta e vibra un dardo.
Collocazione
Biblioteca
Segnatura
ARCA VII 24/48
Tipologia
Tipo documento
Testo per musica a stampa
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore
Scheda inferiore