Serenata del Farina

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6599
Forma musicale
cantata spirituale

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 73-90v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Versione profana della cantata omonima conservata in I-Nc 22.2.22(2). Scheda n. 2152. Ne esiste un’altra intonazione, ma con molte varianti testuali, in I-Nc 34.5.11(4), scheda n. 4097. La sua attribuzione ad Alessandro Scarlatti è tutt’altro che certa.

Descrizione analitica

1.1: Allegro (introduzione strumentale, la minore, c)
2.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Sovra carro stellato
3.1: (arioso, mi minore, c)
Io sol veglio ai tormenti
4.1: (ritornello, la minore, c)
5.1: Adagio (aria, mi minore, 3/2)
Care mura felici io pur v'adoro
6.1: (recitativo, c)
Filli mio ben oh Dio che fai? che pensi?
7.1: (ritornello, c)
8.1: (aria, la minore, c)
Se l'affetto nel tuo core
8.2: (aria, c)
S'il tuo bel che m'innamora
9.1: (recitativo, c)
Ma già nel mar d'Atlante
10.1: (aria, la minore, c3/2)
Che resti il cor se di qui parte il piede

Trascrizione del testo poetico

Sovra carro stellato
Corre placida notte
E in dolce oblio profondo
Stanco del lungo oprar riposa il mondo.

Io sol veglio ai tormenti
E se tal’hora il sonno
Spiega l’humide piume
piango sognando e con acerbe pene
Su l’ali de sospir volo al mio bene.

Care mura felici io pur v’adoro
Crudi sassi ch’in voi celate
Il mio Nume idolatrato
D’un amante disperato
I sospiri al mio ben portate.
M’oda la cruda e poi contento io moro
Care mura felici io pur v’adoro.

Filli mio ben oh Dio che fai? che pensi?
Io piango e tu non m’odi
De miei fieri tormenti
S’impietosisce il cielo
E tu forse spietata
Ragion del mio dolor pietà non senti
Ma con chi parlo? Ahi lasso
S’i miei caldi sospiri io spargo a un sasso
Sonno tenace e forte
Forse del mio bel nume ingombra i sensi
Filli mio ben oh Dio che fai che pensi?

Se l’affetto nel tuo core
Filli mia loco non ha
Un amante che si more
Odi almeno per pietà.

S’il tuo bel che m’innamora
Nega pace a miei martir
Vieni homai dimmi ch’io mora
Che contento io vo morir.

Ma già nel mar d’Atlante
Sorge fastoso il giorno e più non posso
Qui raggirar il pie’ furtivo Amante
Parto ma vuol Amore
Per trofeo di mia fede.

Che resti il cor se di qui parte il piede.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Cantate 50 olim 33.5.38 deinde Arie 63/11

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Farina, Antonio compositore

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