Cantata a’ voce sola Del Sig.r Benedetto Riccio

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6429
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 54v-59
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

La stessa cantata è attribuita ad Astorga in I-Nc 33.4.24. Non si esclude che questa possa essere l’attribuzione corretta anche perché di Benedetto Riccio non risulta alcuna notizia biografica.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Sol maggiore, c)
Clori vorrei narrarti
2.1: Allegro (aria, mi minore, c)
Negl’occhi ho la favella
3.1: (recitativo, Do maggiore, c)
Ma che mi vale ahi lasso
4.1: Allegro (aria, Sol maggiore, 2/4)
Saetta, pur saetta

Trascrizione del testo poetico

Clori, vorrei narrarti
Quel che so, che ben sai, e scaltra fingi
Vorrei dir che tu stringi
l’alma fra lacci e che tu sola sei
Del mio lungo penar bella cagione
Ma perché temo, Oh Dio
Con silenzio loquace,
Sfogo piangendo e parla il cor che tace.

Negl’occhi ho la favella,
E non intendi o bella,
La pena del mio cor.
Pensa, e saprai qual sia
L’acerba pena mia,
Che mi fomenta ogn’or.

Ma che mi vale ahi lasso
Mandar dal cupo seno
Mille ardenti sospiri
Sparger dagl’occhi un lacrimoso fiume
Se la mia bella Clori
Non l’accoglie nel seno
Ah Cupido crudele,
Perché ferirmi il cor col dardo d’oro
Se non accendi l’alma
Dell’idolo crudel, per cui mi moro.

Saetta, pur saetta
La bella, che m’alletta
Pietoso Dio d’amor.
Ferisci, accendi, impiaga
Il sen della mia vaga,
O sana la ferita,
Ch’apristi nel mio cor.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Cantate 20/12

Immagini

Repertori bibliografici

Ladd 1982: p. 244, n.42

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Riccio, Benedetto autore incerto

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