Del Sig.r Benedetto Marcelli
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non v’è rosa senza spine,
Senz’affanni amor non è,
La beltà quant’è più vaga
Aprir sa più d’una piaga
Ma donar non sa mercé.
Spunta al primo spuntar dell’alba in cielo
La rosa in su lo stelo
E dal vermiglio onde il suo sen colora
Ogni ninfa e pastor se n’innamora.
Dall’amor indi nasce
Desio di possederla e ornarsi il crine,
Si stende alle rapine
La destra ardita e appena
Tocca le prime foglie
Che nascose vi trova e pene e doglie.
Tanto punge con le spine
Quanto alletta col color
E alle grazie tien vicine
Tutte l’armi del rigor.
Allor quasi si pente
L’incauta man del furto
E del folle desio si lagna e sdegna
Ma la ferita sua pure non sana.
Tal negl’occhi d’Irene Amor s’ascose
Pien di grazie vezzose ond’io cercai
Goder di lei, ne paventai le piaghe
Or dolorosi e crudi
Provo i suoi colpi e ben che piange il danno
Non minora però l’acerbo affanno.
Se con le spine
Punge la rosa
Beltà vezzosa
Pur sa piagar.
Né giova il pianto
Per la ferita
Che già di vita
Può un cor privar.
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Musica manoscritta
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