Siciliana del Sig.r Aless. Stradella

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6298
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 89-115
Presentazione
Partitura

Filigrana

Filigrana costituita dalle lettere FP (Rilevata alle pagine 94, 109)

Relazioni

Fa parte di

Note

Il numero di pagina 104 è stato ripetuto due volte (vedi immagini). L’errore non è rilevato sul Catalogo di Maccavino.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Il penare per te
2.1: (recitativo, c)
Sol contenta l'amata
3.1: Adagio (aria, la minore, c)
Febo il corso arresterà
3.2: Presto (aria, la minore, c)
La mia Irene adorerò
4.1: Grave (recitativo-arioso, la minore, c)
Sotto il cielo latino
5.1: (aria, si minore, 3/2)
Sorte ria che seguirà
5.2: (aria, si minore, 3/2)
Mio destino e che farò
6.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Destinati nell'Erebo profondo

Trascrizione del testo poetico

Il penare per te bella m’è caro
Pur che un giorno sperar possa mercede.
Deh ti muova a pietà il mio pianto amaro
Che nascan queste stille in mar di fede.

Sol contenta l’amata
Che baci genuflesso a’ piedi tuoi
Quella mano adorata
A cui diè l’alabastro i pregi suoi
E s’il candore è simbolo di fede
Al candor della man l’alma non cede.

Febo il corso arresterà,
L’ondeggiar cesserà il mare,
Ma ch’io lasci mai d’amare
Non può esser nè sarà.
La mia Irene adorerò
Fin c’havrò spirto nel seno
Né il mio foco verrà meno
Ma via più l’accenderò.

Sotto il cielo latino
Non si vidde già mai beltà sì rara
E per donna sì cara
Meraviglia non fia s’arde Fileno
Se per lei venne meno,
Se gli eremi cercò,
Se pianse, se languì,
Se per lei delirò
Ch’al fin lecito fia
Piangere, vaneggiar, perder i sensi
Per bellezza divina
Che merta idolatria, che merta incensi.

Sorte ria, che seguirà?
Finirà di piagarmi, tormentarmi
La crudel mia deità?
Mio destino e che farò?
Viverò! Fiera sorte dammi morte
Perché almen non penerò.

Destinati nell’Erebo profondo
Furon quei che nel sen gl’odii covaro
Ivi gl’empii andaro giustamente puniti,
Ma la crudele Irene
Fa provare un Inferno
Al misero Fileno
E vuol ch’in seno senta incendio eterno
E per pena maggior non vuol che mora.
Tal castigo le dà perch’ei l’adora.

Collocazione

Biblioteca
I-PLcon — Palermo, Biblioteca del Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Pisani
Segnatura
Arm.I Pis.4/5

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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