Cantata Di Fran.co de Messi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Rilegatura in pergamena.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sento l’alma agitata
Da possente dolor he la flagella
Allor he penso all’empietà di Fille
Ond’è che le pupille
Non stillando col pianto amara pena
Ma sì vasta è la vena
Del mal che verte entro al mio cor l’ingrata
Ch’appena del martirio esce una parte
Che altre tanto n’aggiunge il fato rio
E si prenda piacer del pianto mio
Amar languir e piangere
Senza sperar conforto
Al core semimorto
Oh Dio che pena e pur la mia tiranna
A tanto mi condanna
Né si crudel rigor l’anima svena.
Forsennato mio cor e soffri ancora?
Oh no non fia mai vero
Ch’ami mostro sì fiero
Si rompa il stral d’amore e la catena
Che legommi l’arbitrio ormai si franga
Non si tormenti più, più non si pianga.
Non v’è pianto ne dolore
Or che il core gode e ride
Gode e ride in libertà
Volgo i sguardi da quel viso
Che pensai un paradiso
Ed é un mostro d’empietà
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore