Gelosia Del Sig.r Fran. Mancini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La testata del frontespizio a p. 120 è parzialmente corrotta a causa della rifilatura. Copista A.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Son così, così geloso
Che per guardia al mio tesor
Anche il cor parmi infedel.
Temo ogn’ hor, che non m’avanza
Quel rival di mia speranza,
L’ombra, il lume e l’aura e’l ciel.
Temo l’istesso amore
Che sdegnandomi sol troppo felice,
Per sembianze sì vaghe
Ferischi altrui con le mie propie piaghe.
E se tal’hor mi sembra
Col giusto mio pen[si]er spronar l’impulso
Ch’ o dentro il petto ascoso
L’istessa gelosia mi fa geloso.
Rode il core sempre affanna
La tiranna e fa laguir.
Col veleno gela il seno
El piacer cangia in martir
E la furia de diletti,
L’alimento de sospetti,
Ell’accende ogni sospir.
Bella se tu riposi
Parmi ch’il sogno à sogni tuoi
Dipinga altro amator
Che tua pietade implora.
Se tu spieghi tal’hora
Con linguaggio fedel ch’ardi per me,
Mi sembra inganno
E pure è chiara fè
Ogni rio che susurra
Ogni vento che fugge
Ogni sol che risplende
Par che con me gareggi e mi contende,
E S’un fior tu vezzeggi
Temo ladro quel fiore
De’ labri tuoi vivaci
Ch’il labro è mio ed’ ei m’invola i baci.
Ciò che contenta
Poi mi tormenta
Con dubbio timor,
Quel volto amabile
Ed adorabile
Con guardi teneri
M’annoda l’anima
Ma la disanima
Freddo rigor.
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Musica manoscritta
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