Canta à voce Sola/ Del Sig.r Antonio Orefice
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Più non mi giova oh Dio
Dir che t’amo, e t’adoro idolo ingrato
Acciò meno spietato
Ti mostri un giorno all’aspro affanno mio
Dirò già che la sorte
Fa ch’io ti segua invano e invan ti prieghi
Che soffrirei di morte
L’ultimo estremo fato
Per no vederti a tanta fede ingrato.
Che mi giova esser fedele
Se crudele
Mi schernisci e non hai core.
Che mi giova la costanza
Se speranza
Io non ho che senti amore.
Fra mille pene e mille
Passo gli giorni e l’hore
E in dolorose stille
Di mesto pianto si consuma il core
E nella notte all’hora
Ch’ogni mortale in dolce oblio sen giace,
Io che non ho mai pace
Formo torbidi sogni e non riposo
E un pensier tormentoso
Aggitando ad ogn’hora i sensi miei
Dice al mio cor quanto infelice sei
E tu gioisci ingrato
Né dai fede al cor mio?
Dimmi almeno spietato
Acciò mi credi un dì che far poss’io?
Se tra catene
Languir mi vedi
Perché nol credi
Barbaro cor.
Se dalle pene
Toglier mi puoi
Perché non vuoi
Perfido cor.
Collocazione
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore