All’hor ch’alto più ferve
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Tit. dall’incipit testuale; per il nome del copista v. Bibliografia
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
All’hor c’alto più ferve
Il gran Re de’ pianeti
Lillo pastor amante
Senza sperar dell’amor suo mercede
Sotto l’ombra di platani e d’abeti
Al mormorar dell’onde
Con pietose querele
D’una ninfa crudele
Fe’ palese i rigori e la sua ede
E in così mesti accenti
Sospirando fe’ noti i suoi tormenti.
Aria P.a. P.e.
Più soffrir mio cor non sa
Cruda Filli un tanto ardore
A chi langue a chi si more
Bensì deve haver pietà.
2.a
E pur degno di mercé
Chi nel mar del suo tormento
Disperando ogni contento
Ha per calma la sua fe’.
3.a
Chi penando ogn’hor soffrì
Il dolor fatto costante
Divenuto fido amante
È ragion che goda un dì.
4.a
Ma io lasso mi morrò
Che vivendo senza spene
Fatto scopo delle pene
Per mercé la morte avrò.
Seguir volea il pastorel dolente
Ma dal dolore oppresso
Fu solo il varco al lagrimar concesso.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore