Cantata del Sig.r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Sull’ultima carta: "Fine della Cantata del Cav.r Scarlatti copiata da me Giuseppe Sigismondo dall’Orig.le del Cav.r Scarlatti. 15 Marzo 1823". La cantata corrisponde al manoscritto n. 510 della collezione di Giuseppe Sigismondo, giunto in biblioteca nel 1826.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il timido mio core
Penando va nell’affannato petto,
Che del mio fido affetto
Piace la rimembranza all’Idol mio:
Me con tormento rio
Agitato il pensiero
Sempre creder mi fa che non è vero.
Imagini d’orrore
Nel sen mi sveglia sempre il mio pensiero
E in tanto mio dolore
Con fide e salde tempre io soffro e spero.
Pur talora il pensier fatto pietoso
Apportarmi vorria qualche ristoro,
E dice a questo core:
Mitilde pensa a te, per te s’affanna...
Ma con idea tiranna
Sorge un pensier crudele e dice allora:
Sappi, sappi oh Filen,
Mitilde un altro adora.
Amo sempre e sempre temo
Che il mio ben mi sia crudel,
Nel mio foco gelo e tremo
Più costante e più fedel.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola