Perché speranz’ohimè

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5612
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 32v-40r (olim p. 62-77)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Tit. dall’incipit testuale; cantata non riportata nell’indice a inizio volume; tutti i pezzi chiusi hanno il capolettera; per il n. del compositore e dell’autore del testo v. Rep. bibliografici e Bibliografia.

Descrizione analitica

1.1: (arietta, sol minore, c)
S, Perché speranz’ohimè
2.1: (recitativo-arioso, sol minore, c)
S, Lassate pur ch'in preda al mio martire
3.1: (arietta, sol minore, c)
S, Vostr’inganni conosco oh come liete
4.1: (arietta, sol minore, c)
S, Fiere comete a la mia morte intente
5.1: (recitativo-arioso, sol minore, c)
S, Sperai nol niego intenerir col pianto
6.1: (recitativo-arioso, sol minore, c)
S, Sperai lieto sovente in puri carmi
7.1: (arietta, sol minore, c)
S, Lungi lungi speranze io vi rifiuto
8.1: (recitativo-arioso, sol minore, c)
S, Mi sia fiero il destino amor crudele

Trascrizione del testo poetico

Perché speranz’ohimè perché tornate
Con dolci inganni a lusingarmi il core?
Lassate che m’uccida il mio dolore
Ch’innamore per me non v’è pietate.

Lassate pur ch’in preda al mio martire
Per due luci spietate il cor si mora
Bella gloria, e languir per chi s’adora
Sprezza cor generoso il suo morire.

Vostr’inganni conosco oh come liete
Vidd’io splender un dì luci sì belle
Le giurai del mio Cielo, e sole e stelle
Hor cangiate per me sonin [sic] comete.

Fiere comete a la mia morte intente
Fiere comete sol di sdegno accese
E dove e quando oh Dio dove s’intese
Che minaccin le stesse alma innocente.

Sperai nol niego intenerir col pianto
In un petto di neve un cor di sasso
Ma con doglia infinita io veggio ah lasso
Che fe’ sparsa di duol non giunge a tanto.

Sperai lieto sovente in puri carmi
Spiegar sue lodi et impetrar mercede
O fallaci speranze o vana fede
Di pietà chi mai vidde arder i marmi.

Lungi lungi speranze io vi rifiuto
Sia pur meco il mio duolo il mio tormento
Io mi vedo morire e son contento
È codardo chi muore e chiede aiuto.

Mi sia fiero il destino amor crudele
A miei danni congiuri empia fortuna
Altri non mi vedrà sotto la luna
Se non costante è nel mio amor fedele.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2505/5

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Rossi, Luigi autore incerto
Benigni, Domenico autore del testo per musica

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