Chiudea presso un fonte

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5581
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 45-48
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
Cantate (n. 5318)

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Chiudea presso un fonte un dì le luci
2.1: (aria, c/)
Scosso allor da lo spavento
3.1: (recitativo, c)
Cauto al fine osservai
4.1: (aria, c)
Sciolse i lacci e le catene

Trascrizione del testo poetico

Chiudea presso un fonte
Un dì le luci al mormorio dell’onde,
E da gravi e profonde
Cure di pene e di dolore oppresso
Erami allor di riposar concesso
Quando in sogno mi parve
Giacendo in grembo ai fiori
Favellar col mio ben de nostri amori
E che volendo alfine
Sparsa di fresche brine
Una rosa rapir dal prato ameno
Per ornar il bel seno
Per cui non ho più cor non ho riposo
Ritrovassi tra fronde un angue ascoso.

Scosso allor da lo spavento
Un timor di rio tormento
Mi destò sogno sì rio.
E temendo il core amante
Va credendo che incostante
Esser possa l’idol mio.

Cauto al fine osservai
Del mio gradito bene
Ogni accento ogni moto ed ogni sguardo
Sperando che bugiardo
Fosse il sogno forier di crude pene,
Ma le prime catene
Viddi ahi viddi con duolo e con affanno
Che sciolte avea quell’empio cor tiranno,
E ben m’avviddi al fine ch’eran le rose
Le lusinghe infide
Di quel labro che uccide
Che quell’Angue celato ahi per mio danno
Del mio sincero amore era inganno.

Sciolse i lacci e le catene
L’empio cor che m’ingannò
E tornò già in libertà.
E godendo di mie pene
Par che dica mi piagò
Altro amore altra beltà.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Cantate 21/11

Immagini

Repertori bibliografici

Hanley 1963: n. 115, p. 148

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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