Cantata a voce sola Del Sig.r Nicolò Porpora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Cantata contraddistinta dal "N. 23", copiata dallo "Scriba 7" individuato da Sutton (cfr. bibliografia).
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Se la rosa fresca e bella
Apre all’ape le sue foglie,
Gode questa in grembo a quella
De l’aurora il dolce umor.
Ma imperfetto è il suo diletto
Perché sol sa che l’accoglie
Per destin, non per amor.
Io son quell’ape Irene,
Tu quella rosa sei
Del mio scontento amor, tu ben intendi
La ragione e ’l mistero e lo comprendi.
Vedi quell’usignuol colò nel nido
Se alla cara che l’ama all’or che canta
D’amor in suo linguaggio ei non risponde,
O ne’ sospiri suoi non l’accompagna,
Anche nel suo cantar quella si lagna.
M’intendi, o bella Irene,
Tu d’amore nel nico
Sei la fredda compagna al gioir mio,
E l’usignolo tu ben lo sai, son io.
Il mio cor nel mio piacer,
El mio amor ne’ voti miei
Idol mio veder tu puoi;
Il mio amor nel mio goder
Ancor io veder vorrei
El tuo cor ne’ labri tuoi.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore