Mesta oh Dio | Cantata à canto solo | con V.V. | del | Sig.re Vinci
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Il primo incipit in easie code della presente scheda si riferisce alla linea del soprano che appare alla sedicesima battuta della cantata; l’incipit strumentale della cantata presenta una linea melodica identica a quella del soprano.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Mesta oh Dio fra queste selve
Vo’ narrando il mio tormento
Sorte Amor Fileno ahi sento
Che m’uccide il mio dolor
Sorte ria nel duol mi lascia
L’alma mia Fileno inganna
Ed amor poi mi condanna
A seguire un traditor.
Voi giusti Numi almeno
Che il mio dolor mirate
Voi d’un amante seno
Pietà prendete e voi
Quest’alma vendicate,
Né degl’inganni suoi
Sen vada ei più così fastoso, e altero
No, non merita pietade un mensogniero [sic].
Sotto un fulmine cada
O ‘l rapido torrente
Seco lo porti, e vada
In solitario lido
Colui, che fu così spergiuro, e infido
Eschin pur dalle selve
Orridi mostri, e fieri
E sanguinose belve
L’uccidono [sic] lo sbranino,
Ed insepolto resti
Scherzo de’ venti e sia
Vendicata così l’offesa mia.
Mora si, mora oh Dio
Quel che a morte condanno è l’idol mio.
Ahimè che vaneggiando
Il labbro mensognier s’oppose al core
Se infido, e traditor
Or è Fileno mio
Forze [sic] che un giorno a me farà ritorno
E chiedendo pietà pietà dall’alma
Non più offesa otterrà, non più conviene
All’amante di lui tradita Irene.
In mezzo all’onde irate
Tal’ora il buon Nocchiero
Al lido suo primiero
Spera di ritornar
Così fra le mie pene
A me favella amore
E vuol che questo core
Non lasci di sperar.
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Tipologia
Musica manoscritta
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