Cantata a voce sola Del Sig.r Baron D’astorga

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5363
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 81-86v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Re maggiore, c)
Pensier che con l’imago
2.1: (aria, si minore, c)
S’era spento a poco a poco
3.1: (recitativo, c)
È destin ch’io v’adori
4.1: (aria, mi minore, 2/4)
Più non pensar mio core

Trascrizione del testo poetico

Pensier che con l’imago
Del perduto mio bene
D’amor le antiche pene
Cerchi di rinnovar nel petto mio
Crudo pensiero oh Dio
Perché vuoi che s’accenda
Di nuovo in me la quasi estinta face
Troppo infausto pensier lasciami in pace.

S’era spento a poco a poco
Nel mio sen l’antico foco
E scorgea l’oppresso core
Un balen di libertà.
Ma soffiando il nume arciero
Sol coll’aura d’un pensiero
Riaccese in me l’ardore
Che mai più s’estinguerà.

È destin ch’io v’adori
Della mia bella Clori
Luci vezzose e vaghe.
Né di sanar le piaghe
Che per noi porto al cor già mai più spero
L’istesso mio pensiero
È cagion del mio male
Sì che le mie ferite ond’io languisco
Se penso di sanar più l’inasprisco.

Più non pensar mio core
Di scioglier le catene
Con cui t’avvinse amor
Resisti al tuo dolore
Avvezzati alla pena
Dell’amoroso ardor.

Collocazione

Biblioteca
I-SLAfr — S. Marco in Lamis (FG), Biblioteca Padre Antonio Maria Fania da Rignano [Santuario di San Matteo sul Gargano] (dalla scheda superiore)
Segnatura
Ms. Mus. 1/12

Immagini

Bibliografia

Ladd 1982: n. 129, p. 283

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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