Cantata 24.a Cantata a voce sola di soprano del Sig. Leonardo Leo
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Oh Dio qual duolo sia
L’esser lontan da te
Lo sa ben la mia fe’
Caro mio bene
E tu bell’alma mia
Le pene puoi ridir
Se pari al mio martir
Son le tue pene.
Ahi che solo il pensiero,
Che con fierezza, egual destin crudele,
Ne divide e ne vieta anco i sospiri
Mi spavento ed orror l’alma ripiena
Stretta in fiera catena
Si turba e si confonde anche il pensiero.
E in tormento sì fiero
Esclamo allor perché ne men poss’io
Spiegare all’idol mio
L’ardor che in sen m’accese l’alma sì bella
Che alla fiamma novella
L’alma si strugge e si consuma il core.
Ahi che l’empio rigore,
Di mia barbara sorte,
Vuol che tra dure pene, io spiri l’alma
Lunge da lui, ch’è mio conforto e calma.
Ahi che sì acerbo è il duolo
Che in seno afflitto e solo
Riposo il cor non ha non ha più pace.
Viver non poss’io
Lungi dall’idol mio
Dall’amata beltà che alletta e piace.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore