Hor che febo dal cielo

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5173
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Spagna
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 83v-87r
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Nel catalogo di Anglés e Subirá (cfr. repertori bibliografici) la cantata è divisa, erroneamente, in due pezzi.

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Sol maggiore, c)
S, Hor che febo dal cielo
2.1: Aria (aria, mi minore, 2/2)
S, Torna d'amar chi t'ama
3.1: (recitativo, c)
S, Non sò d'averti offeso
4.1: (aria, Sol maggiore, 3/4)
S, Dimmi se vuoi ch'io speri

Trascrizione del testo poetico

Hor che Febo dal Cielo
Con più fecondo e fervoroso raggio
Scioglie i geli di lacci ai ruscelletti
Hor che del augelletti
L’armoniosa schiera
La vaga primavera
Salutar sà cantando al colle intorno
Hor che a noi fà ritorno
La florida stagion, madre d’amori
Ritorna ingrata Clori
Ad amar come prima il cor fedele
E nel mare d’amor spiega le vele.

Torna d’amar chi t’ama
Idolo del mio cor.
Se pace solo brama
Quest’alma che t’adora
Oh dio non far ch’io mora,
Cara non più rigor.

Non sò d’averti offeso
E pur cruda mi fuggi e mi disprezzi
Ricordati quei vezzi
Che godei nel tuo seno.
Ti sovvengano almeno
O dolce mio tesoro
Quei laci che ti diedi e che mi desti.
Deh perché non m’appresti
Tu che bear mi puoi
A ribaciar baciata
Il cinabro gentil de labri tuoi.
Oh Dio deh, lascia ingrata
Che goda chi t’adora
Un’altra volta sola e poi che mora.

Dimmi se vuoi ch’io speri
O che m’uccida.
Dimmi l’affanni fieri
Fin quando soffrirò
Dimmi se ti godrò
Se sarai fida.

Collocazione

Biblioteca
E-Mn — Madrid, Biblioteca Nacional (dalla scheda superiore)
Segnatura
M/2246/45

Immagini

Repertori bibliografici

Anglés - Subirá 1949: vol. I, p. 413

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Nella stessa raccolta